Pieter Mulier
Pieter Mulier è un designer belga che negli ultimi anni si è imposto come una delle figure più solide e rispettate della moda internazionale. La sua nomina a Chief Creative Officer di Versace, con decorrenza dal 1° luglio 2026, segna un passaggio strategico per la maison della Medusa, entrata nell’orbita del Gruppo Prada dopo l’acquisizione conclusa a fine 2025. In questo nuovo assetto, la direzione creativa assume un peso centrale nella governance del brand, e la scelta di Pieter Mulier riflette una precisa visione di leadership e posizionamento nel settore del lusso.
Prima di approdare a Versace, Mulier ha guidato per cinque anni Alaïa, maison controllata da Richemont. In quel contesto ha lavorato su un rilancio strutturato, riportando il marchio al centro del dibattito internazionale grazie a collezioni apprezzate dalla critica e a risultati concreti sul piano commerciale. Accessori diventati iconici e riconoscimenti di settore hanno contribuito a consolidare la sua reputazione come direttore creativo capace di coniugare coerenza stilistica, gestione d’impresa e visione strategica.
Il percorso professionale di Pieter Mulier affonda le radici in una formazione non convenzionale. Nato a Ostenda, in Belgio, inizialmente orientato verso studi giuridici, ha poi scelto l’architettura all’Institut Supérieur Saint-Luc di Bruxelles. Proprio durante il percorso accademico è entrato in contatto con Raf Simons, avviando una collaborazione durata quasi vent’anni. In qualità di stretto collaboratore, ha contribuito allo sviluppo creativo di brand come Jil Sander, Dior e Calvin Klein, maturando un’esperienza trasversale tra Europa e Stati Uniti. Questo lungo sodalizio ha rappresentato una vera palestra di direzione artistica e coordinamento creativo all’interno di strutture aziendali complesse.
Dopo l’esperienza americana, Mulier aveva preso in considerazione l’idea di allontanarsi dal fashion system, ma l’opportunità di guidare Alaïa lo ha riportato al centro del settore. Qui ha ritrovato un approccio più misurato e progettuale, lavorando su una femminilità costruita, sensuale ma rigorosa, in linea con l’eredità di Azzedine Alaïa. La sua uscita dal brand ha riacceso le speculazioni nel mercato della moda, fino all’annuncio ufficiale del suo ingresso in Versace.
Nel nuovo ruolo, riporterà direttamente a Lorenzo Bertelli, presidente esecutivo della maison. Bertelli ha spiegato che, già durante la fase di valutazione dell’acquisizione, il gruppo aveva individuato in Mulier la figura più adatta a valorizzare il potenziale del marchio e a instaurare un dialogo coerente con la sua identità storica. La nomina si inserisce quindi in una strategia di rilancio che punta su una direzione creativa forte, capace di interpretare l’archivio Versace in chiave contemporanea.
Fondata nel 1978 da Gianni Versace, la maison è da sempre sinonimo di espressione libera, sensualità e forza estetica. Sotto la guida del Gruppo Prada, che riunisce marchi come Prada, Miu Miu e altri nomi di primo piano nel lusso globale, Versace avvia ora una fase di trasformazione in cui creatività e gestione manageriale dovranno procedere in equilibrio.
Con il suo profilo riservato ma autorevole, Pieter Mulier si prepara dunque ad affrontare una sfida cruciale: coniugare l’eredità iconica della Medusa con una visione progettuale capace di rafforzare il posizionamento internazionale del brand e la sua competitività nel mercato globale del lusso.